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Il Punto

Ictus: la trombectomia meccanica è correlata a migliori risultati funzionali ma non presenta vantaggi rispetto a tPA per emorragia intracranica e mortalità generale

Una meta-analisi ha dimostrato che l’intervento endovascolare per il trattamento dell’ictus ischemic …

News

Microsanguinamenti cerebrali associati ad aumentato rischio di ictus

I microsanguinamenti cerebrali sono molto diffusi nelle persone con malattia cerebrovascolare clinicamente manifesta e hanno dimostrato di aumentare il rischio di recidiva di ictus. I microsanguinam …

Emicrania e rischio di ictus negli anziani

È stata esaminata l’associazione tra emicrania e ictus / esiti vascolari in una coorte di anziani etnicamente diversificata. I partecipanti al Northern Manhattan Study, uno studio di coorte basato s …

Riavvio del trattamento anticoagulante dopo emorragia intracranica nei pazienti con fibrillazione atriale e impatto su ictus ricorrente, mortalità e sanguinamento

L’emorragia intracranica è la complicanza più temuta della terapia anticoagulante orale. L’opzione di trattamento ottimale per i pazienti con fibrillazione atriale che sopravvivono a una emorragia i …

Il trattamento con statine riduce il rischio di crisi convulsive post-ictus

È stata esaminata la potenziale efficacia del trattamento con statine nel ridurre il rischio di convulsioni post-ictus. In uno studio di coorte, sono stati arruolati pazienti con un primo ictus isc …

CardioMetabolismo

La sindrome metabolica è una condizione caratterizzata da un rischio cardiovascolare almeno moderato sia per la comparsa di diabete mellito di tipo 2, sia per il manifestarsi di malattie cardiovascolari sia, infine, per la comparsa progressiva di insufficienza renale cronica.

La definizione di sindrome metabolica si fonda sulla presenza di almeno tre di cinque fattori di rischio cardio-metabolico che la caratterizzano: oltre alla larghezza del girovita ( 102 cm nell’uomo ed 88 cm nella donna ), gli altri parametri per la diagnosi della sindrome sono una pressione massima più alta di 130 mmHg e/o quella minima superiore a 85 mmHg ( oppure ipertensione arteriosa in terapia ), una glicemia a digiuno eguale o superiore a 100 mg/dl ( oppure la presenza nota di diabete mellito in  terapia ipoglicemizzante ); i trigliceridi eguali oppure oltre 150 mg/dl ( o una cura ipolipemizzante in atto ); il colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nell’uomo o 50 mg/dl nella donna.

Link:  www.cardiometabolismo.it

I pazienti sottoposti a Programmi educazionali riescono a riconoscere i sintomi dell’ictus, favorendo gli interventi terapeutici precoci

Uno studio pubblicato sulla rivista Stroke ha mostrato che un Programma educazionale intensivo può a …

Anticoagulanti: sicurezza di Dabigatran nella normale pratica clinica in corso di fibrillazione atriale non-valvolare

Un’analisi dei dati di pazienti anziani arruolati in Medicare ha messo a confronto la sicurezza di D …

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